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Endennasaurus acutirostris
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L’mwbaendennasauro (mwbqmwbgEndennasaurus acutirostris) (mwbwRenesto, 1984)cite-ref-1[1] è un mwdarettile acquatico estinto, appartenente ai mwdqtalattosauri. Visse nel mwdgTriassico superiore (mwdwNorico, circa 210 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in mweaItalia.
Contents
• Note
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Descrizione
Questo animale possedeva un corpo relativamente compatto, una coda eccezionalmente lunga e un collo lungo che reggeva una testa triangolare dal muso appuntito. Il mwgqcranio, stretto e allungato, portava le caratteristiche più salienti di questo animale: il rostro allungato era privo di mwggdenti, al contrario di tutti gli animali simili (i talattosauri), e terminava in una struttura appuntita. Le orbite, inoltre, erano molto grandi. Il collo piuttosto lungo faceva da contraltare al tronco, che era insolitamente corto per un talattosauro, con mwgwcostole ispessite (mwhapachiostosi) e costole ventrali (mwhqgastralia) davvero massicce. La mwhgcoda allungatissima era compressa lateralmente. Le zampe non erano così corte come in altri talattosauri: l'mwhwomero era robusto e la parte terminale era espansa e appiattita, mentre il mwiafemore era più snello e un po' più lungo dell'omero. Il carpo e il tarso mostrano una leggera riduzione nell'ossificazione dei vari elementi. L'intero animale doveva superare di poco il metro e mezzo di lunghezza.
Classificazione
mwkaEndennasaurus è noto attraverso due esemplari, rinvenuti nel mwkqCalcare di Zorzino (Norico della mwkgprovincia di Bergamo). L'mwkwolotipo è un esemplare quasi completo, sprovvisto della parte terminale della zampa posteriore sinistra e di gran parte della coda, mentre il mwlaparatipo consiste in una coda completa, il femore destro, parte del cinto pelvico e alcune vertebre e costole dorsali. La descrizione iniziale di mwlqEndennasaurus (Renesto, 1992) rifletteva le peculiarità di questo animale in una classificazione incerta, pur nell'ambito dei rettili mwlgdiapsidi. Successivi studi hanno messo in luce le probabili parentele con i talattosauri, un gruppo di rettili marini del Triassico dalla coda allungata. mwlwEndennasaurus, all'interno del gruppo, sembrerebbe essere più strettamente imparentato con forme basali come mwmamwmqAskeptosaurus e mwmgmwmwAnshunsaurus; tuttavia possiede alcune caratteristiche uniche che lo denotano come una forma specializzata (Müller et al., 2005).
Paleoecologia
L'insolita morfologia del corpo di mwngEndennasaurus, con il corpo tozzo ma collo e coda allungati, denota adattamenti alla vita acquatica diversi da quelli ipotizzati per gli altri talattosauri. La coda era in ogni caso il principale mezzo di propulsione, ma le zampe anteriori robuste potevano essere state egualmente utili nello spostamento acquatico. Gli arti robusti indicano che mwnwEndennasaurus potrebbe essere stato in grado di spostarsi abbastanza agevolmente anche sulla terraferma, al contrario degli altri talattosauri. Il corpo massiccio e pesante, proprio per mantenere più facilmente in immersione l'animale, era però indicativo di una natura principalmente acquatica. Il cranio di forma allungata e sprovvisto di denti rappresenta un enigma: non è chiaro quali fossero le prede di mwoaEndennasaurus. Forse si nutriva di piccoli mwoqcrostacei e minuscoli mwogpesci, ovvero prede che potevano essere inghiottite intere e non possedevano corazze che dovevano essere frantumate.
Note
Bibliografia
• Renesto S., 1992. mwsaThe anatomy and relationships of Endennasaurus acutirostris (Reptilia: Neodiapsida) from the Norian (Late Triassic) of Lombardy. Rivista Italiana di Paleontologia e Stratigrafia, 97:409-430
• Müller J., Renesto S. and Evans S.E., 2005. mwsgThe marine diapsid reptile Endennasaurus (Reptilia: Thalattosauriformes) from the Late Triassic of Italy. Palaeontology 48:15-30.
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Endennasaurus
Collegamenti esterni
• citereffossilworks-org(EN) Endennasaurus acutirostris, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Endennasaurus acutirostris, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.